Nel Mar Tirreno, al largo del Circeo, le Isole Pontine costituiscono un patrimonio naturale di straordinaria bellezza che ha sempre affascinato chiunque le abbia visitate.
Ponza, l'isola più grande dell'arcipelago, è considerata da tutti i naturalisti una delle terre più belle del pianeta, tanto da meritare il nome di "Perla del Mediterraneo". In poche decine di chilometri (7 km di lunghezza, 7 km quadrati di superficie, 41 km di coste), Ponza raccoglie quelle innumerevoli meraviglie che la rendono unica.
Il mito, la storia e la leggenda si intrecciano su questo scoglio in mezzo al Tirreno e la fantasia popolare, che ne è l'eco, ha dato ai vari luoghi pittoresche denominazioni.
Il porto si sviluppa su piu' livelli come la cavea di un anfiteatro da cui si ottiene un magnifico colpo d'occhio sull'intero complesso.
Fu realizzato durante il periodo della colonizzazione borbonica, che possiede un'architettura armoniosa tanto da renderlo uno degli approdi piu' belli del Mediterraneo.
Frequentatissima, la spiaggia è comodamente e facilemente raggiungibile dal porto con un collegamento continuo di barche.
Una lingua di sabbia giallo-oro su un mare verde smeraldo.
Vi approdo' Ulisse.
E' la spiaggia piu' amata dell'isola anche se, come una divinità capricciosa, rende difficle la frequentazione per il sempre possibile distacco di pietre dalla alta falesia di tufo friabile.
Si raggiunge attraverso un mirabile tunnel antico di oltre 2000 anni. Fu porto romano dedicato alla dea Luna e era utilizzato quando il mare di levante impediva l'uso del porto principale.
Le grotte di Pilato sono un murenaio costruito dai Romani circa 2000 anni fa dove oggi è possibile visitare le vasche per la itticoltura ed esplorare i tunnel di collegamento fra i vari ambienti.
Uno specchio d'acqua protetto ma non troppo dal mare di Ponente da una barriera di tufo giallo è da sempre porto rifugio per le piccole imbarcazioni dei pescatori di Cala Caparra.
Una comoda scalinata unisce la spiaggia al sovrastante paesino che è servito dalla strada provinciale.
E' la collina dove nei primi anni dell'Ottocento Lucia Rosa, bella e giovane contadina, si lascio' cadere nel vuoto per soffocare le amarezze di un amore non corrisposto. I faraglioni di Lucia Rosa con l'omonima spiaggia di ghiaia accessibile solo via mare, costituiscono uno degli scenari piu' incantevoli dell'isola.
La baia è chiusa da un lato dal grande promontorio di Punta Capo Bosco e dall'altro da una manciata di caratteristici faraglioni che si protendono verso il mare aperto.
Una volta girato Capo Bosco appaiono Cala Feola e le sue piscine naturali, conche realizzate da parsimonioso scalpello del mare che evacano al navigante ambienti di un mondo fantastico. Si possono raggiungere a piedi dalla località Le Forna.
L'impressione è di trovarsi davanti ad un incredibile iceberg nel sole. Un promontorio di pura perlite ferforato di grotte marine attraversabili in barca e a nuoto.
Il grottone di Capo Bianco riluce di un mare turchese proprio per la finissima sabbia bianca che ne riscopre il fondo.
La Ginestra e la ginestra di Gasparrini, sono le piante piu' rappresentative dell'isola della vegetazione spontanea. Ricoprono grandi estensioni di colline e al momento della fioritura che avviene tra maggio e giugno ingialliscono magicamente l'isola.
Fra le altre piante che meglio caratterizzano il paesaggio vi sono due giganti: l'agave, utilizzata dai contadini come indicatori di confini di proprietà e il ficodindia, poderoso frangivento e fornitore di succosi frutti.
L'atlante della flora delle isole ponziane è stato recentemente aggiornato con be 748 varietà dai fratelli Giuseppe e Silverio Mazzella (Ed. Al Brigantino).
E' il muflone il mammifero piu' grande; importato dalla Sardegna negli anni '20 vive su Zannone, in una colonia di circa 30 capi.
Nidifica tra i rapaci il falco pellegrino e tra i procellariformi il gabbiano reale e la berta.
Fra gli artropodi si è differenziato lo scorpione carpatico.
Interessanti studi furono svolti per quanto riguarda gli insetti che riservarono scoperte inaspettate, per esempio il crostaceo Niphargus scoperto a Zannone nel '49, crostaceo gammaride diffuso nelle acque dolci sotterranee dell'Appennino centrale e meridionale e della Sardegna settentrionale.
Si ringrazia Filippo Conte per alcune foto presenti in alto alla pagina e la Proloco di Ponza per parte dei testi